815p1B2PSbL._SL1500_

Vitalità:
Esprimerla o contenerla?

Sono una bambina: sono aperta, curiosa, ricettiva. Mi apro agli altri affettuosamente, senza confini.
Amo e odio in modo puro, non ho secondi fini. Sono diretta: sento ed esprimo ciò che sento.

Lo sai che sei bello?

Voglio giocare con te e darti un bacio!

Sei il mio amico: ti amo, ti voglio abbracciare!

 
Sono un padre e mi accorgo di come quella bambina non colga quanto il suo essere diretta nell’espressione del sentimento possa essere troppo, quanto possa imbarazzarmi.

Quando mi fai tutti quei complimenti sono a disagio.

Anche quando provi a baciarmi sulla bocca sono a disagio, sento che assecondo un comportamento pericoloso… 

Quando mi stringi in un abbraccio e la tua testolina tocca le mie parti intime mi imbarazzo molto!

 
 

Non voglio soffocare la tua vitalità, ti consente di aprirti al mondo, di amare ed essere amata. Ma, vorrei riuscire a passarti la dimensione del confine, della protezione per evitarti situazioni rischiose. Non tutti gli adulti si imbarazzano per il troppo amore… alcuni “grandi” lo fraintendono e diventano pericolosi.

 
 

Ma cos’è questo imbarazzo che prova questo padre o che potrebbe sentire una mamma nella relazione col maschietto?

 

Questo imbarazzo è eccitazione riconosciuta come inopportuna. L’eccitazione che, un adulto sano prova al contatto con l’espressione troppo intensa dell’amore infantile di un figlio, è normale e fisiologicamente inevitabile. Il sentire disagio per questa attivazione del corpo, che ripeto è inevitabile, è altrettanto normale.

Non tutti gli adulti sentono questa eccitazione stridere: esistono persone con passati traumatici, che non percepiscono la sconvenienza di questa sensazione. Questi individui sono pericolosi per i bambini, così aperti e fiduciosi, perché non sentono il confine e quindi lo oltrepassano. Sono difficili da riconoscere per i familiari, perché appaiono affabili e solerti con loro, protesi verso i piccoli.

 

Come genitore è difficile non castrare la vitalità dei figli: se lascio che incontrino il mondo con una fiduciosa apertura, temo che vengano travolti, se li proteggo troppo castro il loro istinto vitale, lo deprimo. Come tutelarli senza spegnerli?

 

La soluzione all’enigma è facile a parole: accogliendo e ricambiando il loro amore e contemporaneamente mettendogli dei limiti.

Sono bello, sì, ma a volte sono anche brutto, quando ti faccio arrabbiare.

Dammi i baci sulla guancia, sulla bocca ti attacco il raffreddore! 

Non abbracciarmi così, abbracciami qui sul cuore che sono più comodo!

 

Riuscire a metterla in pratica è l’impresa che noi genitori cerchiamo di realizzare.

 

 

Foto tratta da: https://www.amazon.com/Vintage-photo-Jeremy-Dominique-Lolita/dp/B07DWBHDDK

Share this post

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email