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Tra Terra e Cielo é

… quello spazio intermedio che può ospitare il dialogo tra diverse polarità sulle quali si basa la nostra esistenza: il Vuoto e il Pieno, l’Alto e il Basso, il Davanti e il Dietro, il Femminile e il Maschile.

… lo spazio vuoto, senza il quale non può esistere un pieno.

… la possibilità di radicarsi verso il basso, verso la realtà, per potersi protendere contemporaneamente verso l’alto, verso l’espressione creativa.

… la maschera dietro la quale si cela la Persona e la Persona coperta dal velo.

… la possibilità della contemporaneità del contenimento accogliente e del movimento verso il mondo.

… l’incontro come possibilità.

 

Articoli

La mia vita… su FB, Messenger e WhatsApp!

“Mi piace” – “Non mi piace”

di Chiara Giudici

 

Nel mio lavoro di psicoterapeuta ho osservato con notevole frequenza una conseguenza relativa alle regole implicite della comunicazione sui Socials: le persone finiscono per assumere come “verità” la comunicazione sul web, seppure siano cognitivamente consapevoli che quel tipo di dialogo abbia delle regole diverse dalla comunicazione normale e non la possa rappresentare realisticamente.

Come è possibile? La persona non riesce a riconoscere il dialogo su FB o WhatsApp come gioco di ruolo e la confonde con la realtà creando poi dei guazzabugli relazionali a volte molto difficili da districare: “non ha risposto… allora non gli interesso, ma poi dopo due giorni ha messo un mi piace, allora vuol dire che gli interesso…quindi ora io gli scrivo un WhatsApp”, ecc. Si creano tutta una serie di aspettative sull’Altro e di significazioni del comportamento dell’Altro non intorno a cose reali relative all’Altro, ma alle fantasie di chi legge su ciò che l’Altro ha deciso di mettere in mostra di sé!

Osserviamo come la comunicazione sui Socials soddisfi molto il bisogno delle persone di essere viste, riconosciute, apprezzate e alimenti una dimensione ossessiva di controllo dove in apparenza tutto è semplice: se ottieni un “mi piace” hai un certo apprezzamento, ma se ne ottieni diversi altri, ne hai un altro che vuol dire che la persona è interessata a te e se non rispondi a un messaggio quello è un segnale “chiaro” di disinteresse. Osserviamo come quel semplice funzionamento sia valido solo nel gioco del Social, ma non rappresenti la realtà della persona che scrive, che è molto diversa da quella mostrata sullo schermo, più ricca di imperfezione e di sofferenza, ricca di imprevisti per cui uno può non rispondere perché ha la febbre, è stanco o ha 50 messaggi e uno gli sfugge o perché semplicemente è stanco di giocare perché occupato dalla vita reale!

Questo tipo di comunicazione omologa le persone, cioè le induce ad assumere un comportamento simile usando strumenti che semplificano la comunicazione secondo strategie cognitive di tipo binario, bianco-nero e rende difficile l’accendersi del pensiero critico, del dubbio sulla propria interpretazione. Per le ragioni sopra espresse è chiaro come questa modalità comunicativa sia prevalentemente utile a vendere, al marketing… avremo fatto caso tutti a come incredibilmente compaiano sempre notizie di nostro interesse sulla sezione Home di FB! Ma i Socials non sono da demonizzarsi del tutto: non è nocivo un uso leggero per svago, ma sono io che accendo lo strumento e non quello che mi chiama con le notifiche ogni minuto… se lo facessero una moglie o un marito gli tireremmo dietro sicuramente qualche imprecazione o, nel peggiore dei casi, una padella!

Essendo una modalità comunicativa semplice, che non richiede un gran dispendio energetico, perché non ho l’Altro difronte e posso essere anche in pigiama, col trucco sfatto o con le macchie di sugo sulla maglia, nasconde in seno un grosso pericolo: l’eccesso.

Se abusata alimenta molto le problematiche di confusione tra realtà e fantasia, dove per fantasia intendiamo l’idea che l’Altro si fa di noi, che viene arricchita e supportata di elementi pseudo-reali, ma in realtà fittizi e inaffidabili. L’Altro mostra di sé una vetrina a sua scelta e non la sua realtà e io sto leggendo quella vetrina e fantasticando sull’effetto che mi fa: “mi sento invidioso dell’Altro… mi sento migliore dell’Altro… mi sento bramoso di incontrare l’Altro”, ma è sempre un Altro che nella realtà non esiste veramente, perché quello è un gioco e l’Altro del gioco è solo un personaggio.

Possiamo renderci conto insieme di come ciò che sta alla base dell’abuso dei Socials sia il nostro bisogno di trovare conferma, approvazione? La nostra necessità di essere visti? Il nostro bisogno di scaricare stati d’animo che non riusciamo a gestire? È ormai un problema sociale che sta alla base della strutturazione della personalità di molti di noi, che diventa, con i Socials, una base feconda di manipolazione dell’Altro perché rende la persona dipendente dal “gregge”.

Badiamo bene che anche il dissenziente sottostà al “gregge” se è sempre lì a collegarsi, perché dipende dal suo bisogno di differenziarsi sempre dagli altri, ma rimane all’interno dell’ottica di controllo di tutto ciò che gli altri dicono di lui… c’è chi dipende dall’approvazione e chi dalla disapprovazione!

Quindi in conclusione la salvezza per mantenersi orientati alla realtà, presenti nella propria vita è quella di mantenere viva la consapevolezza che i Socials non sono la realtà ma un gioco virtuale, una vetrina spesso, e che dietro a un “mi piace “ o ad una mancata risposta le letture possibili sono moltissime e non scopriremo mai quale sia quella reale se non incontriamo l’Altro, se non sentiamo il suono della sua voce, se non vediamo il suo sguardo, la sua gestualità, se non sentiamo il suo odore e tutte le reazioni che dentro di noi queste sue modalità comunicative producono. In sintesi: se non c’è l’interazione tra il nostro corpo e quello dell’Altro non siamo in una comunicazione basata sulla dimensione della realtà!

 

Chi siamo

Chiara Giudici

Psicologa-psicoterapeuta ad indirizzo bioenergetico.

Accompagno la Persona a recuperare il dialogo tra mente e corpo, per ritrovare quell’equilibrio dinamico tra il contatto con Sé e quello con il mondo esterno che contraddistingue il sentirsi presenti e l’essere in salute. Lavoro con un approccio orientato al minimo stimolo: mettere a fuoco e imparare ad utilizzare le risorse, allargare la finestra di tolleranza delle emozioni difficili per ritrovare la padronanza di Sé.

Nel fondare lo studio Tra Terra e Cielo sento di aver contribuito a creare uno spazio d’incontro per condividere il percorso del lavoro dello psicoterapeuta, prevalentemente racchiuso nella stanza di analisi, con quello rivolto a portare nel sociale le competenze analitiche, perché credo che sia dalla cura che mettiamo per coltivare il luogo dove viviamo che possano nascere cambiamenti, che poi ci fanno sentire più a nostro agio.

 

Attività attuali:

– Psicoterapia individuale e di gruppo
– Supervisione
– Classi di Esercizio Bioenergetico
– Incontri periodici di divulgazione
– Conduzione di incontri tra figure professionali che utilizzano il corpo come strumento nella relazione d’aiuto (osteopati, fisioterapisti, insegnanti yoga, arti marziali, counsellors)
– Organizazzione di iniziative e redazione di articoli per questo sito e per Psicologia in Liguria http://www.psicologiainliguria.it/

Collaborazioni passate:

– 2013 Fondazione con altri colleghi l’Associazione Punto D

– 2012/ 2014 ludoteca Synkronia come formatrice e coautrice del progetto A Modo Loro, rivolto alla prima infanzia, basato sulle intelligenze multiple e sulla partecipazione dei genitori

– 2010/1013 Supervisione, con cadenza mensile, al gruppo di autoaiuto dei volontari AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), della sezione di Savona.

– 2008/2013 Partecipazione fin dal suo esordio al Maggio di Informazione Psicologica (MIP), coordinando il gruppo di colleghi che ha redatto la documentazione informativa sulla figura dello psicologo.
http://www.psicologimip.it/

– 2005/2009 AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), Coordinamento Regionale Liguria. Colloqui psicologici con utenti affetti da SM e SLA e con i familiari.

– 2004/2008 comunità psichiatriche “La Braia” e “Villa Ciccin”, gruppo Eurogesco, per colloqui psicologici con utenti e familiari

– 2004/2006 Elaborazione, per conto della Cooperativa “Progetto Città” di Savona, del “Progetto di sperimentazione della consulenza famigliare in nuclei a rischio seguiti dal Servizio Sociale”, coordinamento e supervisione dei primi interventi pilota

– 2003/2009 RSA San Niccolò e Giuseppe, autrice del progetto: Condividere un percorso di crescita emozionale: raccontarsi, intervento di sostegno all’utenza e di supervisione agli operatori


Valentina Bracco

Psicologa-specializzanda in psicoterapia ad indirizzo gestaltico

Poche righe su come lavoro

Nel fondare lo studio Tra Terra e Cielo

Attività attuali:

Collaborazioni passate:

 

Blog

Classi di Esercizio Bioenergetico

  La Classe di Esercizi nasce come strumento di promozione della salute ed è indipendente dalla psicoterapia, che può essere affiancata o meno.   Respiro, movimento e uso della voce sono pilastri chiave dell’esperienza della Classe. Partecipare a una classe è utile a: Diventare coscienti delle nostre sensazioni fisiche, della difficoltà ad ascoltare i segnali del corpo o viceversa dell’eccessiva attenzione che ci porta ad ingigantirli.    Esplorare nuove possibilità di movimento senza forzare la tensione, i movimenti che facciamo rispondono alle due polarità di espansione e contrazione. L’ampiezza del movimento si è ridotta in seguito agli spunti educativi, ai traumi fisici e psichici subiti nel tempo, il lavoro sul respiro e quello sul radicamento si propongono di riappropriarsi dei due estremi   Lavorare per ammorbidire gradualmente le rigidità rilasciando le contrazioni attraverso la respirazione e il movimento. Sviluppare la vibrazione che è una manifestazione della motilità innata dell’organismo (attivazione del sistema parasimpatico). Recuperare vitalità aumentando la capacità di tollerare eccitazione e piacere da parte del corpo. 

La mia vita… su FB, Messenger e WhatsApp! “Mi piace” – “Non mi piace”

a cura di Chiara Giudici   Nel mio lavoro di psicoterapeuta ho osservato con notevole frequenza una conseguenza relativa alle regole implicite della comunicazione sui Socials: le persone finiscono per assumere come “verità” la comunicazione sul web, seppure siano cognitivamente consapevoli che quel tipo di dialogo abbia delle regole diverse dalla comunicazione normale e non …

Contatti

Dr.ssa Chiara Giudici

347 7716567   chiara_giudici@fastwebnet.it

 

Dr.ssa Valentina Bracco

3409530556   valentina.bracco@libero.it